domenica 23 agosto 2009

L'ITALIA SI RITIRA DAL CAMPO DELLA CIVILTA':CHI APPLAUDE E CHI DORME

E' evidente che l'Italia e' in piena regressione, si sta rapidamente ritirando dal compo della civilta' del diritto e, persino dell'umanita'!In che altro modo si puo spiegare cio che e' accaduto al largo delle coste siciliane,nel mare meditteraneo,culla di civilta' e di incontri?Quasi 80 esseri umani che vagano per tre mesi, disperatmente senza che neanche uno di coloro che li ha avvistati o incrociati,decida di assisterli, di condurli rapidamente al porto piu' vicino, che li salvi da una morte atroce e inimmaginabile.Pare ed e' un reato assistere i disperati. Prestare soccorso e' una forma di favoreggiamento e istigazione alla illegalita' e al crimine. Questa societa'(e' vero che le leggi le fanno i parlamenti e le loro maggioranze,su mandato preciso di un governo ma e' anche vero che esiterebbe una societa' che avrebbe,volendolo, i mezzi per intralciare,denunciare e disobbedire...e non lo fa) produce razzismo per via istituzionale e se ne fa un vanto. La miseria e la disperazione se non riesco a vincerli e ,peggio ancora, a conviverci,li trasformo in reati e li perseguo:principio semplice ,lineare e...popolare.Cio che avviene nel meditteraneo e' una continua e scientifica violazione i norme internazionali e nazionali.Motovedette militari,in acque internazionali, caricano disperati e li rispediscono in libia. non si accertano della loro identita', delle motivazioni del loro viaggio,dell' eventuale richiesta di asilo, di soccorso medico o di altro ancora. Una motovedetta militare,anche se in acque internazionali,e' territorio italiano e li,si applica la nostra legge e non l'arbitrio o,peggio ancora,l'applicazione concreta di pulsioni animalesche di qualche forza politica. Puo un paese che si reputa democratico, inviare persone in un altro stato,notoriamente irrispettoso dei diritti umani e non firmatario di alcuna convenzione circa il rispoetto di questi diritti.? siamo alla follia pura,alla disumanita codificata in legge,al disprezzo elevato al rango di elemento di consenso politico.Stupisce il silenzio della Cultura,l'inacapacita' della scieta' di produrre senso comune, opposto a quello ora imperante. L'opposizione ridotta ad una nota di agenzia che stigmatizza l'avvenuto .Cio che avviene oggi in italia e' un fenomeno culturale ben preciso che, a sua volta,prepara il terreno ideale agli interventi legisltivi e alle azioni di governo centrale e locale. Si combatte ad ogni livello,innanzi tutto cercando da subito,di smontare l'impianto ,legisltivo costruito tramite l'odioso pacchetto sicurezza ma,principalmente ricostruendo un idea altra e nuova di convivenza, mobilitando le risorse spirituali e cultrali, recuperando il coraggio di esporsi pubblicamente,il coraggio di avere idee diverse e di chiamare con il suo nome la barbarie che ci governa.Gli intellettuali e gli uomini di cultura devono recuperare il senso della loro funzione:conoscere per cambiare. La societa deve anch 'essa, in tutte le sue articolazione,cogliere il valore,in certi momenti particolari, della disubbidienza e della denuncia.Questa situazione,peggiore di giorno in giorno,ci dice che il tempo della delega e' finito e che,ognuno,cerchi di capire l'apporto che puo dare
LUIGI FINOTTO

1 commento:

Filippo Bovo ha detto...

Sono d'accordo. Complimenti per il bellissimo blog.
Filippo