lunedì 29 giugno 2009

LO SGUARDO OLTRE LA SIEPE-EUROPA

La più’ grande democrazia del mondo si e’ cimentata in uno degli esercizi democratici per eccellenza,ossia il voto.
Centinaia di milioni di indiani in tre turni successivi si sono recati alle urne dopo aver partecipato con passione e dedizione civile ad una lunga e vivace campagna elettorale.
Campagna elettorale in cui si e’ discusso di quisquilie, tipo il rapporto tra indù’ e mussulmani, distribuzione di ricchezza nel paese che ha ritmi di crescita da 10 punti percentuale all’anno da quasi un decennio, rapporti col Pakistan, collocazione internazionale.
Stiamo parlando di un gigante da oltre un miliardo di abitanti che,insieme alla Cina, costituisce l asse dell’economia mondiale. Un paese che non sta conoscendo solo un boom economico ma che e’ anche all’apice in settori di tecnologia avanzata, insomma, da un pezzo, siamo ben oltre la classica economia in via di sviluppo che si regge solo sulla compressione dei costi del lavoro e sullo sfruttamento delle materie prime. L’India e’ anche al centro di una notevole vitalità’ e creatività’ culturale:gran parte dei prodotti audiovisivi che circolano nel mondo sono di quel paese. Dall'Africa all ‘Asia si consumano i film i musical e la musica indiana. Intellettuali e politici indiani animano il dibattito sulla globalizzazione e sugli effetti sociali del neoliberismo. La sinistra che,da noi e' asfittica e moribonda,li,invece, si esprime in una pluralità' di voci, da quelle più’ ortodosse a quelle più’ libertarie e innovative. Questo subcontinente e’ anche crogiolo di nazionalismi che lambiscono il razzismo:nazionalismo hindu ed integralismo islamico. E’ in una fase in cui il superamento della miseria e assai più lento della velocità’ dello sviluppo economico e ,questo si intreccia anche con una pesante questione agraria e con una stratificazione sociale in caste che dovrà’ essere superata da un processo democratico in corso ma che,in questa fase convive con una società’ in perenne e, comunque,virtuosa trasformazione. L’India e’ immersa in contraddizioni talvolta drammatiche, in passaggi d’epoca giganteschi ma, vive ciò, con la forza delle idee, della consapevolezza di aver in mano il proprio destino e,soprattutto, con l’entusiasmo di chi sa che il suo presente e’ la costruzione del futuro e non il mero galleggiamento o il mantenimento di qualche rendita..
Non e’ una descrizione agiografica dell’India ma,piuttosto l’immagine di un colosso agile in movimento. Ed ogni atto di questo movimento e’ importante per le sorti non solo di quel paese ma del globo intero e non solo dal punto di vista economico ma anche sociale e culturale.
Orbene,sentire parlare o leggere articoli su ciò che si muove da quelle parti e’ pressoché’ impossibile. A parte rare eccezioni(vedi Federico rampini) il nostro provincialismo e’ il metro con cui valutiamo le cose e ignoriamo il mondo.
La”copertura”mediatica dell’evento elettorale che , per le sue dimensioni e caratteristiche e’ unico al mondo, e’ stata , a dir poco,minimale,con punte folkloristiche e cedimenti continui a considerazioni più’ di costume che di sostanza: non parliamo poi della totale assenza di qualsiasi collegamento tra questo evento e sviluppi globali.
C'è’ toccato di leggere per l’ennesima volta articoli al sapor di gossip sulla “dinastia” Gandhi e ,persino, ennesimi richiami all'italianità’ o,peggio ancora ,alla piemontesita’ della Signora Sonia Gandhi.
Ma cosa e’ successo in India? E’ successo che le elezioni le ha sostanzialmente vinte, il partito del Congresso,organizzazione fondata dal Mahatma Gandhi,padre dell’India moderna e indipendente e da Nehru, uno dei più’ prestigiosi leader del terzo mondo, colui che insieme a Tito, Fidel Castro e altri esponenti progressisti terzomondiali degli anni 50 e 60, ha dato vita al movimento dei Paesi non Allineati . Un partito che da quando e’ sorto ad oggi, e’ sempre stato saldamente nel campo laico e progressista:ha governato nella precedente legislatura(a parte l ultimo anno) alleandosi con il fronte delle Sinistre, comprensivo dei due forti partiti comunisti indiani che,tra l’altro, da decenni governano due stati(kerala e bengala) della federazione indiana.
L’avversario del partito del Congresso e’ una formazione dai tratti fortemente nazionalisti hindu, decisamente anti mussulmana con tratti fortemente xenofobi(in india ci sono centinaia di milioni di islamici) , iperliberista in economia e autoritaria nella visione dello stato. In pratica una classica formazione di destra populista.
Un confronto di queste genere, con questi soggetti e questi argomenti in campo, ha dato un esito niente affatto scontato,molto diverso da ciò che da tempo,a d esempio, sta accadendo in molte parti d’Europa. E’ rilevante o no che questa polarizzazione tra opzioni opposte, in un paese di oltre un miliardo di abitanti, si sviluppi in un certo modo e dia risultati di questo genere? Non dovrebbe alimentare interesse,curiosità’ e,perche’no,anche intenti emulatori? Un posto nell’agenda politica, culturale ha diritto ad averla o no?
Un po troppo, forse, per la nostra boria provinciale che, da molto più’ peso e rilevanza, a ciò che accade nella minuscola Carinzia, provincia della minuscola e marginale Austria.
Trattamento assai peggiore,persino(diciamolo pure) con venature inconsciamente(speriamo)razziste lo ha subito il Sud Africa. Leggetevi le cronache delle recenti elezioni: tutte incentrate sulle mogli e le abitudini di chi ha,poi vinto le elezioni. Analisi zero, considerazioni men che meno, eventuali interrelazioni con questioni internazionali più’ ampie,figuriamoci.
CIO che avviene in Asia ed in Africa,lo si voglia o no, costituisce elemento fondante di un nuovo assetto mondiale. La partita energetica,piuttosto che quella finanziaria,persino quella culturale e sociale hanno,la loro chiave di volta,non più nel vecchio continente ma altrove.
Dove?come?in che modo?con quali linguaggi?con quali culture?...ardua e' la risposta,per chi e' fermo a blaterare delle sarkosate,berlusconate,merkelate..ecc ecc.!!!
Luigi Finotto

1 commenti:

Anonimo ha detto...

e non ti lascieranno mai caro amico perche fanno parte dell'essere speciale che tu sei
Paola