Il 24 maggio 1991 il Fronte Popolare di Liberazione dell'Eritrea entra nella capitale Asmara ponendo fine a una guerra per la conquista dell'indipendenza durata trenta lunghi anni. Il F.p.l.e. affida a Isaias Afwerki la guida del Governo di Transizione mentre una conferenza di riconciliazione sancisce il diritto all’autonomia dell’Eritrea da esercitarsi attraverso un referendum popolare che avrà luogo due anni dopo. Il 24 maggio 1993 con un risultato plebiscitario l'Eritrea viene dichiarata indipendente divenendo il più giovane Stato africano. Nei prossimi giorni gli eritrei festeggeranno in tutto il mondo la ricorrenza di questi due eventi fondamentali per il loro paese
Tanti auguri mia dolce patria!..aspetta un po’ e per venti giorni staremo assieme
venerdì 23 maggio 2008
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1 commenti:
Premessa, io non conosco di politica, meno ancora, l’Eritrea e le sue lotte per la libertà, soltanto quello che ho potuto cercare su internet. Lo stesso mi permetto di fare una riflessione avendo vissuto in un paese che anche lui celebra, il 25 maggio, i suoi quasi 100 di liberazione dagli spagnoli.
La storia si ripete in tanti paesi di Latinoamerica, ma questo, non li ha portati alla vera libertà. Non basta cacciare via gli intrusi, bisogna costruire verso il futuro, e questo si basa sull’educazione popolare. Non imparare quello che agli altri conviene, ma quello che sceglie il popolo d’imparare. Sono i movimenti fatti in paesi come il Brasile, partendo dal concetto di Paulo Freire “Educar para la libertad” (educare alla libertà) che aprono a testa al pensiero autonomo, per non dover utilizzare le stampelle che danno gli altri.
Il paese che non scommette all’educazione del popolo, e condannato a subire le idee degli altri.
Mi scuso per questa intromissione nel tuo blog, ma io ho lottato tanto per l’educazione in Argentina, come unica via di uscita, dopo si faranno assieme, le politiche economiche e sociali pertinenti, ma se il popolo non riesce a esserne parte, resta emarginato da ogni crescita e pertanto, dalla libertà.
Paola
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