mercoledì 22 agosto 2007

CRISI DEI MERCATI FINANZIARI OSSIA "LA BANALITA' DEL MALE"

Ennesima crisi delle borse, ennesimo crollo,crack o cosacce del genere.
Si parla, com’e’ ovvio, di titoli spazzatura.
Il punto è un altro: esistono titoli che non sono spazzatura, può un titolo non essere spazzatura?.
La storia della Finanza, la Scienza della Finanza ci dimostrano in maniera incontrovertibile che i principi del falso e della truffa sono elementi costitutivi della(non) realtà della finanza.
La moltiplicazione del denaro, l’alterazione continua del suo valore a prescindere dal movimento reale delle merci e del lavoro, non può che avere il suo senso nel crimine.
Sarà un caso o no che le mafie di tutto il mondo sguazzino in questo mare cosi bene da non distinguersi minimamente(né in meglio ne in peggio) rispetto agli altri natanti?
Ora l’ultimo detonatore dell’ultima crisi si chiama “mutui subprime”: come direbbero a Roma, che vor di’?
La complessa matassa finanziaria, in realtà, è abbastanza semplice, al di la di tutti i grafici e le analisi dei soloni tromboni dell’alta finanza.
Si tratta di mutui a rischio, concessi a soggetti meno abbienti col ragionevole dubbio d’insolvenza. Questi mutui costituiscono, più o meno il 10 per cento del mercato.
Le banche che fanno di quest’enorme quantità di debiti?semplice: la trasformano in titoli, la collocano in fondi e la piazzano sul mercato. Puntuale arriva l’agenzia di Rating(quelli che stabiliscono se un titolo è affidabile o no, se un governo e credibile o meno ecc ecc) che attribuisce a questi titoli la triplice A ossia la massima affidabilità: comprate comprate comprate(detto in soldoni).
Succede però che si diffondono le voci di un calo, forse di un crollo del prezzo degli immobili, ossia del bene su cui la banca si rifà in caso d’insolvenza:succede che aumentano le insolvenze dei mutuatari e, siccome,uno più uno ,fa due…succede che succede il patatrack.
Solo che il rischio connesso al mutuo concesso”benevolmente” viene venduto a tutti (sotto forma di grande affare, con l’avvallo complice delle istituzioni)e quando diventa realtà, come un virus subdolo, infetta ogni corpo con cui è venuto in contatto . Il mercato finanziario è dopato per definizione, è un mondo promiscuo che socializza le perdite e circoscrive il più possibile la cerchia dei grandi beneficiari. Crea un’idea di partecipazione che è solo apparente, mentre reale è l’accaparramento furioso di denaro, di cui come un porco bulimico ha continuamente bisogno.
La morte del porco è un lusso che non possiamo ancora permetterci a quante pare.
In questi casi critici(definiti fumettisticamente, crakk) la formula di rito prevede, l’immissione di liquidità nel sistema.
Ancora romanescamente parlando, che vor di’??? Vuol dire che le banche centrali mettono soldi freschi in circolazione, in pratica si comprano i titoli spazzatura che hanno scatenato il caos, salvano le banche,gli speculatori e garantendo il ritorno al giorno prima del crak. I soldi della banca centrale sarebbero di tutti, pubblici, non beni privati, ma non importa, trattasi di dettaglio.
I poveri cristi che non riescono più a saldare i mutui rimaranno poveri cristi e dopo i fatidici tre giorni saranno ancora crocefissi.
Come un novello Amleto, il mercato è folle, ma ha del metodo nella follia.
Trent’anni fa(reagan, thacher…do you remember?) con la bufala colossale del neoliberismo, hanno in realtà armato l’economia affinché uccidesse la politica ed ogni idea di democrazia: ma ogni buon apprendista stregone(come ci ha insegnato Goethe), dopo un po’, non controlla più gli elementi e le suggestioni che crea ed, una di queste suggestioni, la finanza, dopo un po’, si e’ inghiottita anche l’economia.
Per cui siamo al paradosso che la realtà concreta(economia reale) è al servizio dell’apparenza(la finanza e le borse) .
Che fare?…che pretendete da me!!!. Potrei solo suggerire di riavviare il percorso inverso, in pratica tornare al dominio della realtà, ai processi reali e concreti, al metodo della democrazia, al rispetto delle regole conosciute e approvate.
Ogni seria Democrazia considera il denaro come oggetto e non soggetto
A voi l’ardua sentenza!!!

LUIGI FINOTTO “KAMO”

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