In Equador il candidato della sinistra Correa ha superato nettamente il miliardario Noboa, uomo della destra, sostenuto a suon di dollari dall’amministrazione Bush.
Solo un mese prima il sandinista Ortega aveva sbaragliato gia al primo turno il suo avversario filo statunitense.
Sono gli ultimi due episodi di un indimenticabile anno elettorale: Equador e Nicaragua si aggiungono ad una consistente schiera di paesi che hanno decisamente virato a sinistra: il Venezuela di Chavez, il Brasile di Lula, l’Argentina di Kirchner, La Bolivia di Morales, il Cile della Bachelet e L’Uruguay.
In Messico Obrador, candidato di sinistra, ha fallito l’obiettivo per una manciata di voti, per altro conseguiti,probabilmente, in modo truffaldino.
Cos’e’ questa sinistra sudamerica?
Indefinibile, ricorrendo a vecchie categorie;sicuramente eterogenea al proprio interno,in alcuni casi persino contraddittoria.
Verrebbe da pensare :cosa hanno in comune il radicalismo ed il senso strategico quasi mistico di Chavez con il blando riformismo della Bachlet, cosi legato a concetti rassicuranti come, la buona amministrazione e il rispetto delle compatibilta’ o comunque dello status quo ; che legame c’e’ tra il coraggio morale del peronista Kirchner , nel ritrattare, il debito contratto dal suo paese, con gli stessi organismi internazionali che lo hanno condotto sull’orlo del baratro e nel bonificare con intransigenza,il presente argentino da tutti gli elementi golpisti e fascisti di un passato recentissimo, con il camaleontismo politico del sandinista Ortega che riesce a conciliare l’appoggio di Chavez con il sostegno di uno dei vescovi più conservatori dell’America Latina (Obando Y Bravo) e che distanza enorme si riscontra tra il riformismo spinto del “chavista” boliviano Morales e le timide innovazioni strutturali in campo economico e sociale del brasiliano Lula, il quale, comunque , ha portato il Brasile, come mai prima, ad un ruolo internazionale progressivo e di riferimento per tutti i paesi emergenti ed in via di sviluppo.
Detta così,questa sinistra sembra una marmellata, un sommatoria caotica di cose non sommabili:eppure questa matassa ha il suo bandolo che, altro non è che l’anima di questa sinistra plurale,il filo rosso che collega queste esperienze.
Queste sinistre hanno saputo interpretare la voglia e la necessità di partecipazione dopo la desertificazione operata in vent’anni di cure liberiste da cavallo imposte a tutto il continente.
Quel bisogno di riappropriarsi delle proprie sorti e di sfidare il potere a democratico e totalizzante degli organismi finanziari internazionali che,in Europa è stato compreso maggiormente dalle formazioni nazionaliste e talvolta persino xenofobe,in America Latina, invece, è stato declinato in senso progressista.
Il concetto di sovranità nazionale che è stato svuotato o in taluni casi reciso brutalmente dalla storia dell’America Latina, torna ora al centro della politica.
Dalla dottrina Monroe fino ai dettami del Washington Consensus, la politica di questo grande Sub continente è stata poco più di un capitolo della politica estera ed economica degli USA.
Fa un notevole effetto vedere che la rivendicazione dell’orgoglio nazionale provenga dalle fila della sinistra e sia alimentata dalle aspirazioni dei ceti popolari,degli indios o addirittura dagli strati piu emarginati della società.
Il nazionalismo di cui parliamo non rivendica confini,non esalta peculiarità etnico,razziali o religiose,non afferma esclusioni, non scava nei secoli per cercare le radici di presunte purezze o nobiltà ma,semplicemente,aspira all’autodeterminazione la quale,non può essere che democratica e sociale.
Una sinistra sicuramente deideologizzata che,comunque,non transige sul controllo pubblico delle risorse naturali, sulla distribuzione delle ricchezze, cosciente che la distribuzione è un effetto del modo in cui la si produce.
Il sempre sorprendente continente latino americano ci insegna che può essere di sinistra anche portare in alto il vessillo nazionale e far sostenere l’onore e l’onere di ciò ai ceti popolari.
Lo stato non è di chi se né serve, lo usa e lo sfrutta ma di quelli usati e sfruttati
La costruzione in senso sociale e comunitario dell’identità di una nazione si avvale allo stesso modo dell’identità’ cristiana o quantomeno di una lettura avanzata a volte persino rivoluzionaria del vangelo, dei modelli sociali indigeni, di un’interpretazione originale del pensiero marxista e di un certo peronismo .
Questa miscela conduce oggettivamente a pratiche ed atteggiamenti anti liberisti ed ostili agli Stati Uniti. E’ in corso una sorta di Risorgimento Latino Americano: i richiami suggestivi a personaggi come Simon Bolivar ed Emiliano Zapata c’indicano anche il senso di questo risorgimento.
LUIGI FINOTTO
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1 commento:
imparato molto
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